“S’è spenta la vita della splendida Venezia,
Non odi più canzoni, non vedi più lumi di danza;
Sulle scale di marmo, sugli antichi portali,
Batte solo la luna ed inargenta i muri.Come su di un cimitero, il Silenzio si stende sulla città
Prete decrepito sopravvissuto al naufragio degli anni,
San Marco batte, sinistro, la mezzanotte”
Mi trovavo a Venezia nel Sestiere Cannaregio quando ho sentito da qualche parte, in lontananza, suonare una campana che annunciava la mezzanotte.
Forse per questo mi sono tornati in mente i versi di Eminescu. Intorno a me, l’atmosfera era esattamente quella descritta da “l’ineguagliabile” poeta un secolo e mezzo fa: “Non odi più canzoni, non vedi più lumi di danza…”, i ristoranti chiusi, le serrande dei negozi abbassate… solo qua e là la strada era illuminata da un lampione discreto, nonostante fossi sulla calle principale, che porta dalla Stazione Santa Lucia a Ponte di Rialto, e più giù, verso Piazza San Marco.
Sembra che, a partire dalla pandemia, la maggior parte dei ristoranti abbia conservato la (brutta) abitudine di chiudere alle ore 22:00, e di prendere l’ultima ordinazione alle 21:45. Continue reading
















